News & Eventi

Sabato 29 luglio H. 21,30 zona Terme Parco Archeologico di Egnazia all'interno di HYDROPHONIE  special

A seguito della prematura ed improvvisa scomparsa di Peter Principle, i Tuxedomoon hanno

Archivio news

 

ARTISTI Time Zones 1995

-David Sylvian

-Michael nyman/M.N. Band

-Wim Mertens

-Madredeus

-Seigen Ono/Time Zones Ensemble

-Arturo Stalteri

-Carmelo Bene

-Erz

-Avion Travel/Fabrizio Bentivoglio

-Storia Minima ed un Ricordo

 

Il numero crescente dei festivals va considerato come l'espressione di una forte domanda culturale. La cultura, e questo è un fenomeno recente, è sempre più legata alla gestione locale, che sia comunale, provinciale o regionale. Ma questo non significa che il festival sia una vetrina di una politica locale, o si debba assimilare ad una manifestazione  di relazione pubbliche nella quale l'apporto culturale funzioni da alibi. Il festival non è l'albero che nasconde la foresta, o piuttosto il deserto culturale, ma è uno degli strumenti della cultura stessa.

La fortuna del festival tiene anche all'ambiguità del so doppio statuto tra creazione e diffusione della cultura. D'altronde favorire la diffusione significa anche sostenere la creazione, tant'è vero che nessun artista può essere a lungo creativo senza un pubblico. Ma sostenere la diffusione mira ad un altro obiettivo, ben più importante: facilitare l'accesso alla cultura. C'è quindi un doppio approccio, l'uno indirizzato all'artista, l'altro al pubblico.  E se si traduce in termini economici, l'uno è un elemento indiretto di una politica dell'offerta, l'altro è un sostegno alla domanda. D'altra parte, il legame tra cultura ed economia, e la ricerca e l'ottenimento del meglio, si costruiscono sulla base di una circolazione. Il festival è un mezzo privilegiato di diffusione dinamica della cultura e costituisce una delle risposte ad una sua migliore e più equa ripartizione geografica. D'altronde gli Enti locali, riconoscendo una funzione significativa alle relazioni culturali nelle strategie politiche, auspicano sempre più di essere associati alla gestione culturale, consapevoli che essa sia un fattore

Essenziale nella costruzione dell'immagine di una città, di una provincia, di una regione.

Ma questa politicizzazione locale della cultura non deve significare chiusura su se stessi. Deve significare da un lato incoraggiare gli artisti locali e dall'altro attirare gli artisti di fama internazionale. Occorre quindi trovare il proprio equilibrio tra locale e internazionale, in una dialettica rinnovata dell'autonomia, per cui l'azione culturale internazionale non può che essere feconda per la cultura locale. D'altronde le grandi e medie città dell'Europa, e Bari non va tenuta fuori, sono gli ambiti indiscussi di una produzione culturale che vuole esportarsi e scambiarsi.

Il fiorire dei festivals, e il loro successo, è diventato  anche qui il segno della conquista del territorio della cultura.

Domenico D'Oria

Assessore alla cultura