Aisha Devi

Aïsha Devi Enz cavalca l’onda sottile dell’underground elettronico europeo dal 2004, quando il suo stile apparve fin dall'inizio volutamente asettico, asciutto, mutante. Cresciuta sulle rive del lago Lemàno in Svizzera, Devi ha intrapreso la propria carriera musicale senza mai perdere di vista le proprie origini nepalesi. Ne scaturisce un esaltante album nel 2011, “Dust Collision”, nel quale il suono s’infittisce di elementi terzi, mentre il battito assume maggiore vigore e centralità. Devi fonda la Danse Noire, label privata da cui ricamare in totale armonia con il proprio io la nuova veste produttiva. Così, dopo alcuni file digitali di rodaggio, è l’Ep che raccoglie il binomio “Hakken Dub”/”Throat Dub” del 2014 a fornire i primi significativi sintomi dell’avvenuta mutazione. Mantra vocali e droni sacri segnalano l’immersione spirituale della Devi in un cenobio musicale assoluto. È in un'ottica quasi da philosophia perennis che si pone però la trascendenza di Devi, con l'obiettivo dichiarato di riconnettere l'ascoltatore con il moto primario del suo divenire, inteso in una unitarietà completa di materia e atman che porta a comun denominatore la fisica occidentale e i Veda. Non sorprende, in questo senso, la varietà disinvolta con cui i riferimenti si sovrappongono e convivono tra i quarantasei minuti dell'album, dai culti avesto-vedici ai moti quantistici. Il veicolo necessario a tutto ciò è una musica "primigena", reminiscente, in senso strutturale, dello sciamanesimo nepalo-tibetano e dei rituali Bön, ma anche del canto gregoriano, delle scale mediorientali e della rave culture.